Giu 21

Obbiettivo #Sicilia5Stelle: si parte con le candidature

Oggi, lunedì 19 giugno 2017, inizia ufficialmente il percorso che porterà il MoVimento 5 Stelle a presentare la sua lista e il suo candidato presidente alle elezioni per la Regione Siciliana fissate il 5 novembre. L’obbiettivo è una Sicilia 5 Stelle, la prima regione amministrata dal MoVimento. Questo percorso terminerà il 9 luglio quando, dalle 19.30 alle 21, ci vedremo tutti insieme al Castello a Mare a Palermo per proclamare l’esito della votazione del candidato presidente che terminerà lo stesso giorno alle 19. Un evento imperdibile a cui invitiamo tutti a partecipare e dopo il quale inizierà ufficialmente la nostra campagna.

Da oggi e fino a domenica 25 giugno 2017 gli iscritti al MoVimento 5 Stelle entro il 1 luglio 2016 con documento certificato residenti in Sicilia, potranno proporre la propria candidatura per le elezioni regionali siciliane compilando l’apposito form on line.

Dopo aver fatto login al MoVimento 5 Stelle (a questo link), bisogna accedere alla pagina di modifica del profilo (in alto a destra) e cliccare sul tasto “SI MI CANDIDO“.

Dentro la pagina si trovano anche tutti i testi da sottoscrivere per poter completare la procedura di accettazione della candidatura. Solo chi soddisfa tutti i requisiti indicati può portare a termine la procedura e accedere alle “Regionarie“. Chi entrerà in lista, dovrà produrre i documenti richiesti dal MoVimento 5 Stelle per ogni tornata elettorale, ossia:

1 – accettazione delle condizioni da parte di ogni candidato per la presentazione di una lista regionale;
2 – copia originale del certificato penale e copia originale del certificato dei carichi pendenti rilasciato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di riferimento;
3 – copia del documento d’identità.

Completata la fase di accettazione della candidatura online, sempre dalla pagina di modifica del profilo, si possono compilare i campi per la candidatura, inserire il curriculum vitae, una presentazione del candidato e i link alle pagine social personali. E’ possibile anche inserire il link di un video di auto-presentazione, del tempo massimo di 2 minuti, in cui illustrare ai cittadini le motivazioni che hanno spinto il candidato a impegnarsi con il MoVimento 5 Stelle per la Sicilia. Il video deve essere pubblicato su Youtube in modalità non listato, ossia visibile solo a chi ha il link.

Terminata questa fase si procederà con la votazione online.

In bocca al lupo a tutti.

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Giu 21

Per uno Ius Europaeum

La riforma dello ius soli è una sòla. Concedere la cittadinanza italiana significa concedere anche la cittadinanza europea. Un tema così delicato – che coinvolge 28 Stati membri e oltre 500 milioni di cittadini – deve essere preceduto da una discussione e una concertazione a livello europeo. Bisogna trovare regole uniformi perché la cittadinanza di un Paese dell’Unione coincide con quella europea.
C’è dunque solo una cosa da fare: fermarsi e chiedere un orientamento alla Commissione europea, coinvolgere nel dibattito anche il Parlamento europeo e il Consiglio. Se Renzi fosse stato uno statista avrebbe approfittato del semestre di presidenza italiano dell’Unione europea per aprire un vero dibattuto europeo. Il Pd chiama in causa l’Europa solo quando gli fa comodo, solo quando bisogna salvare gli interessi nazionali degli altri, come avvenuto con la firma dell’accordo Ue-Turchia che ha chiuso la rotta balcanica dei migranti che portava direttamente in Germania.
Discutere di cittadinanza agli stranieri senza una concertazione a livello europeo è propaganda, è fumo negli occhi dei cittadini, è avvelenare i pozzi di una matura discussione politica. L’Italia non merita tutto questo.
LA CITTADINANZA EUROPEA
L’articolo 20 del Trattato di funzionamento dell’Unione europea dice: “è istituita una cittadinanza dell’Unione. È cittadino dell’Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro. La cittadinanza dell’Unione si aggiunge alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce”. Essere cittadini europei implica:
– il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.
– il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiedono, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.
– il diritto alla tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.
– il diritto di petizione dinanzi al Parlamento europeo e il diritto di rivolgersi al Mediatore nominato dal Parlamento europeo.
– il diritto di scrivere alle Istituzioni o agli organi dell’Unione in una delle lingue degli Stati membri e di ricevere una risposta nella stessa lingua
– il diritto di accesso a documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione a determinate condizioni.
Concedere lo ius soli in Italia ha, dunque, delle conseguenze anche sulla vita civile e democratica di altri Stati membri. Sulla base di questo presupposto e secondo il buon senso, la cittadinanza andrebbe regolata in maniera univoca per tutti i Paesi dell’Unione europea, visto che una volta acquisita la cittadinanza di uno dei 28 Paesi si può risiedere liberamente in ognuno di questi.
La Commissione europea è consapevole di questo, tant’è che – nella sua ultima relazione sulla cittadinanza dell’Unione – s’impegna a elaborare nel 2017-2018 una relazione sui regimi nazionali di concessione della cittadinanza dell’Unione agli investitori, prevedendo già un orientamento comune per tutti gli Stati membri. Ecco quello che serve: un orientamento comune a livello europeo. Non avventate fughe in avanti.
IUS SOLI: NON ESISTE IN NESSUN PAESE EUROPEO
In tutta l’Unione Europea la cittadinanza si acquisisce principalmente attraverso il diritto di sangue, il cosiddetto “ius sanguinis”, lo stesso che si applica in Italia. In nessuno Stato europeo esiste, invece, lo “ius soli puro”, ossia il diritto alla cittadinanza per nascita. Vi sono diverse versioni che cambiano da Stato a Stato e che rendono temperato o più o meno rigido il principio di base, che rimane ovunque quello dello ius sanguinis.
In Germania lo ius soli è temperato da paletti sostanzialmente rigidi. Il diritto di base che viene seguito per l’attribuzione della cittadinanza rimane quello di sangue, ma possono diventare cittadini tedeschi tutti quei bambini nati da genitori extracomunitari, purché almeno uno dei due genitori abbia in mano un permesso di soggiorno permanente da tre anni e viva in Germania da almeno otto.
In Olanda, Francia, Belgio, Portogallo e Spagna, come in l’Italia, si applica sostanzialmente uno ius sanguinis con alcuni correttivi e lo ius soli è debole. in altri Paesi, non europei, lo ius soli esiste da sempre, ma si tratta di Paesi come Stati Uniti, Argentina, Brasile e Canada con una fortissima immigrazione ma, al contempo, con un territorio in grado di ospitare una popolazione maggiore di quella residente. Condizioni che in Europa non esistono.
In Italia, tra l’altro, lo ius sanguinis è già temperato: la cittadinanza per chi è nato in Italia da genitori stranieri e risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito. Al compimento del diciottesimo anno di età si può diventare cittadino italiano. Inoltre, la cittadinanza acquisita dai genitori si trasferisce automaticamente ai figli minorenni che, in Italia, sono sempre tutelati a prescindere dal loro luogo di nascita.
LA NOSTRA PROPOSTA DI BUON SENSO
Il Parlamento europeo sta discutendo la riforma del sistema di asilo comune: un provvedimento necessario per l’Italia per condividere con gli altri Paesi europei le migliaia di domande di asilo che arrivano. Chiediamo che lo stesso dibattito avvenga per la cittadinanza parallelamente all’unica riforma che serve SUBITO all’Italia: la cancellazione del Regolamento di Dublino, un accordo illegale – come ha dichiarato anche l’avvocato generale della Corte Ue – e che ha trasformato l’Italia nel campo profughi d’Europa. Il Pd ritiri il pastrocchio dello ius soli e avvii una discussione nelle sedi istituzionali opportune, ossia quelle europee, per provare a trovare in materia di cittadinanza soluzioni veramente efficaci e uguali per tutti.

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Giu 21

Un anno e #RomaRinasce

Questo primo anno ha rappresentato una grande opportunità di rilancio per Roma. Questa Giunta, i suoi consiglieri, i presidenti di Municipio, la maggioranza, hanno lavorato giorno e notte per porre le basi di una rivoluzione che completeremo nel corso della consiliatura. Cinque anni di lavoro e crescita per la città. È stato un percorso irto di ostacoli: li abbiamo affrontati con impegno e serietà, grazie anche a un sincero entusiasmo che – vi assicuro – non ci mancherà mai. In questo percorso abbiamo colto le opportunità di sviluppo e, soprattutto, di cambiamento. Quello vero, non la “mano di bianco” per farsi belli. Quel cambiamento radicale che richiede forza di volontà e la partecipazione di tutti. La politica delle promesse elettorali o del fumo negli occhi ai cittadini non fa parte del nostro dna e, mentre ci lasciamo alle spalle Mafia Capitale e tutte le trappole che quel sistema di corruzione ci ha lasciato, pensiamo a una città moderna ma soprattutto più vicina ai suoi abitanti. E sono i cittadini che ce lo hanno chiesto e continuano a chiedercelo.

Per la prima volta dopo decenni abbiamo approvato il bilancio preventivo e siamo stati i primi fra le grandi città italiane. Questo ci ha consentito, innanzitutto, di usufruire di un “premio” di 15 milioni di euro per la città ma, soprattutto, di fare una cosa che i romani avevano ormai dimenticato: programmare il futuro. Così è stato possibile dire addio agli affidamenti diretti per indire gare, ovvero avere il miglior servizio al costo più giusto e dare una scossa al mercato. Come già sta avvenendo con #stradenuove: basta coi rattoppi fatti sempre dalle stesse ditte e rifacimento totale di interi tratti stradali. Un investimento da 85 milioni di euro in un anno e una buona pratica introdotta in Comune: tutti gli attori, comprese le partecipate, riuniti attorno a un tavolo per massimizzare risultati e ottimizzare i costi.

Abbiamo messo in strada 150 autobus nuovi. A questi abbiamo aggiunto altri 45 filobus che erano abbandonati da otto anni in un deposito. E presto arriveranno altri 60 autobus nuovi mentre sono già in città 200 nuovi mezzi di car/scooter sharing. Abbiamo riportato i controllori sui mezzi di trasporti e attivato quasi 500 telecamere di sicurezza. Su trasporto e mobilità sostenibile, che i cittadini avevano votato come priorità del programma 5stelle (LINK), abbiamo investito 430 milioni di euro. Nessuno l’aveva mai fatto.

Roma, come tutte le grandi città europee, finalmente ha un ‘Piano per la riduzione e la gestione dei materiali post consumo’ con l’obiettivo “Rifiuti Zero” e una differenziata al 70%. Anche questo nessuno l’aveva mai fatto e, forse, neanche mai pensato. Abbiamo già inaugurato 4 isole ecologiche e presto ne arriveranno altre 3 per arrivare a quasi 40 in modo da coprire tutti i quartieri di Roma. Presto realizzeremo anche tre impianti per il compostaggio.

Stiamo riconsegnando ai romani il loro fiume, il Tevere, grazie a un unico ufficio che riunisce i 10 enti e le 15 strutture competenti. E sulla manutenzione del verde abbiamo investito 12,5 milioni di euro tramite gare europee. Abbiamo pensato anche al benessere degli animali con il ripristino della legalità nei canili municipali e l’addio alle botticelle tradizionali: i cavalli staranno nelle ville storiche e saranno sostituiti da veicoli elettrici.

Abbiamo avviato il piano per il superamento dei campi rom senza che i cittadini romani ci rimettano un solo euro, dopo anni e anni di risorse del Comune che sono diventate una vergognosa mangiatoia come evidenziato dalle indagini della magistratura che hanno portato allo scoppio di Mafia Capitale.

Finalmente la cultura è aperta a tutti, con eventi diffusi e gratuiti in tutta la città, non solo nel centro storico. Con il progetto #RomaAscoltaRoma, un percorso in tutti i 15 Municipi, abbiamo ascoltato i cittadini e incamerato tutte le loro istanze. Abbiamo stabilizzato 2mila insegnanti e avviato formazione per 6.600 persone.

Diecimila cittadini sono stati protagonisti attivi della scelte per la città tramite le consultazioni on-line sul portale di Roma Capitale e, in 23 punti sparsi per la città (municipi, biblioteche, sedi associative) stiamo insegnando ai cittadini a utilizzare i servizi on-line del Comune. In questo settore primeggiamo: con un anno di anticipo rispetto alla scadenza normativa abbiamo attivato il Sistema Pubblico di Identità. Già 37 mila cittadini romani possono accedere a ben 66 servizi on-line con un solo nome utente e password, altro che fila agli sportelli.

Perché il benessere dei cittadini è il nostro principale scopo. Abbiamo abbassato la tassa sui rifiuti e dato 28 milioni di euro in più ai municipi per i servizi assistenziali. L’Assembla capitolina ha dato l’ok anche al regolamento sulle sale slot contro il fenomeno dell’azzardo patologico e approvato tagli per 40milioni di euro netti sul funzionamento della macchina comunale: tutte risorse reinvestite sulla città.

L’assemblea capitolina ha anche costituito una Commissione di indagine sui piani di zona: un risultato storico per la città e per chi attende da anni risposte sull’emergenza abitativa. E in questo versante abbiamo anche fermato gli sgomberi per le realtà socio culturali mentre si stende il regolamento sulle concessioni dei beni comunali: regole uguali per tutti. Il patrimonio comunale non sarà più gestito dai privati ma da Aequa Roma, per valorizzazione immobili e adeguare i canoni: basta alle case in pieno centro per pochi euro (e pochi eletti). Abbiamo anche riaperto i termini per il buono casa.

Questa città chiede sviluppo e questo non può non passare dal turismo: abbiamo fatto rinascere il dipartimento comunale con un budget che passa da 20mila a 3 milioni di euro e la necessaria autonomia per operare a pieno regime. Roma è di nuovo presente nei 10 principali fiere mondiali. E abbiamo anche creato il “Convention bureau” per promuovere il turismo congressuale e fieristico.

Infine, volgendo lo sguardo in avanti, abbiamo il primo appuntamento di “Formula E” sulle strade della capitale: un evento internazionale che ci consente di investire in infrastrutture e mobilità sostenibile. E avremo anche un nuovo stadio, col quale diciamo addio alla speculazioni edilizia e facciamo entrare Roma nel nuovo millennio grazie a un progetto sostenibile che porterà a Roma le migliori ultime tecnologie.

Questi sono solo parte dei risultati concreti raggiunti in un anno. E questo è solo l’inizio, ve lo assicuro: io e la mia squadra continueremo questo compito con il massimo impegno perché fare qualcosa per la propria città e per la propria comunità è, prima di tutto, un onore.

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Giu 18

Il MoVimento 5 Stelle fa l’alleanza con gli italiani

Il MoVimento 5 Stelle ha un solo padrone: i cittadini, gli unici nostri alleati. La stella polare che ha sempre guidato il nostro programma politico è la volontà del popolo. Con Rousseausiamo la prima e unica forza politica al mondo che fa decidere online agli iscritti i propri candidati e il proprio programma. Ogni cittadino italiano che abbia compiuto 18 anni, non iscritto a partiti, può entrare nel MoVimento 5 Stelle e partecipare a questo straordinario progetto di democrazia diretta.

Il MoVimento 5 Stelle è nato da un’esigenza che viene dal basso, dalle liste civiche, dai cittadini che sono stati abbandonati dallo Stato, presi in giro e vessati per anni dai partiti. Partiti che sono sempre gli stessi e sempre guidati dalle stesse persone da 20 anni. Noi con questa gente, e lo abbiamo detto da quando siamo nati, non vogliamo avere nulla a che fare. Non faremo nessuna alleanza con i partiti, con nessun partito, né con quelli che si dicono di sinistra, né con quelli che si dicono di destra. Categorie antistoriche, che oggi non hanno alcun significato. Nella nostra attività parlamentare abbiamo sostenuto proposte di tutti i partiti, l’unico requisito necessario era che fossero buone idee. Quando saremo al governo chiederemo a tutti in maniera trasparente di sostenere le nostre buone idee che saranno state votate dagli italiani. Ma nessuna alleanza, nessun compromesso, nessun accordo segreto. Mai.

I media e i segretari di partito adesso fanno il gioco di tirarci da una parte. Sono arrivati addirittura ad inventarsi un incontro mai avvenuto pur di supportare questa teoria. Vogliono piegare la realtà alle loro fantasie più sfrenate. Tra due giorni faranno il gioco di tirarci dall’altra. Due giorni ci fa ci tiravano da un’altra ancora. Pensano che le idee abbiano il copyright. Concetti novecenteschi e stantii. Noi proponiamo soluzioni per i cittadini, non fuffa. Loro hanno paura di affrontare certe tematiche per ideologia o per affari. Noi no.

Quello dell’immigrazione è un problema serio e sentito da tutti gli italiani. Non parlarne e lasciare tutto come è, blaterando di xenofobia e populismo, conviene soltanto ai partiti che con le cooperative dell’immigrazione ci hanno lucrato per anni. La patina di buonismo sotto cui è nascosto questo business deve essere cancellata. L’immigrazione deve essere gestita, le leggi devono essere rispettate, chi sbaglia paga. E’ buon senso. Chi è contrario non è di sinistra, è uno stupido o ci guadagna.

Sullo ius soli il MoVimento 5 Stelle si è astenuto alla Camera e come annunciato altrettanto farà, con coerenza, al Senato. Trattasi non di legge, ma di pastrocchio invotabile. E’ vergognoso tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economica: secondo l’Istat sono l’11,9% del totale, ovvero 7 milioni e 209mila persone che nel 2016 si sono trovate nelle condizioni di “grave deprivazione materiale”. Il MoVimento 5 Stelle non si fa le pippe pensando alle alleanze, alle cadreghe, alle lobby o alle cooperative. Pensiamo ai problemi delle persone, se chi governa facesse altrettanto oggi non saremmo qui.

Fonte

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