Lug 03

Gli europeisti con le frontiere degli altri

il video messaggio di Luigi Di Maio al presidente francese Emmanuel Macron, di seguito la trascrizione integrale

Caro Presidente Macron,
noi non ci conosciamo, non abbiamo mai avuto l’opportunità di conoscerci, ma voglio approfittare della potenza del web per inviarle questo messaggio. Circa l’80% dei migranti che arriva in Europa passa per l’Italia, è un calcolo semplice: dei circa 90 mila migranti sbarcati nel 2017, 80 mila sono approdati in Italia. Questo perché l’Italia è alla frontiera dell’Unione Europea, e le coste dell’Italia sono la frontiera dell’Unione Europea.

Molte di queste persone vogliono raggiungere il suo Paese, o la Germania, o i Paesi del Nord Europa, ma non gli è consentito perché esiste un “muro” nei Trattati che si chiama “Regolamento di Dublino III” e non consente ai migranti che arrivano in Italia di poter varcare il confine italiano e arrivare in altri Paesi dell’Unione Europea. A causa del Regolamento di Dublino III, l’Italia deve farsi carico di questo fenomeno migratorio che ha dei numeri spropositati, da sola.

Circa i due terzi di chi arriva in Italia non è un migrante che scappa da persecuzioni o da conflitti, è un migrante economico, e quindi non potrebbe neanche stare qui. Per i trattati internazionali dovrebbe essere rimpatriato. Però questo non avviene, perché le procedure di identificazione sono complesse e lente. Lei sa bene che l’Italia si fa carico per il 98% della spesa dell’accoglienza di tutti questi migranti. Gli italiani l’anno scorso hanno speso circa 4,5 miliardi di euro, a fronte di soli 100 milioni di euro che venivano dall’Unione Europea. Delle briciole. Noi chiediamo all’Unione Europea, all’Europa, di farsi carico non solo di questa spesa ma di questo fenomeno, che inevitabilmente coinvolge per ragioni geografiche l’Italia, che è alla frontiera dell’Unione Europea, ma che proprio perché è un Paese membro deve essere aiutato da tutti.

Pochi mesi fa ho lanciato un allarme circa le operazioni di salvataggio che avvengono dal Mediterraneo ad opera di alcune imbarcazioni delle organizzazioni non governative. Il procuratore di Messina aveva lanciato un allarme ancor più grave, e cioè ha messo in guardia gli italiani dal fatto che alcuni scafisti, alcuni mercanti di uomini, trafficanti di uomini, potessero stare finanziando alcune imbarcazioni delle ONG battenti bandiera straniera. Noi avevamo proposto una cosa molto semplice: avevamo proposto di non far approdare nei nostri porti le imbarcazioni di ONG non trasparenti, quelle che non esibiscono i bilanci, quelle su cui ci sono ombre, e quelle che hanno bandiera di paradisi fiscali. Non siamo stati ascoltati, siamo stati definiti i razzisti, poi qualche giorno fa il ministro dell’Interno di questo governo ha deciso di chiudere i porti alle ONG e alle imbarcazioni battenti bandiera straniera. Peccato però, che né l’Unione europea nè lui siano ancora passati dalle parole ai fatti.

Presidente Macron, dopo la sua vittoria in Francia tutti hanno parlato di vittoria dell’europeismo. Lei è definito un europeista, ma mi permetta di dirle che siamo tutti bravi a fare gli europeisti con le frontiere degli altri, e in particolare con le frontiere italiane. Lei ha detto che non aiuterà l’Italia per 80% di migranti che si trovano nel nostro Paese, ovvero i migranti economici. Sta accompagnando molti migranti che trovano sul suolo francese alla frontiera francese con l’Italia, Ventimiglia. Presidente Macron noi ci aspettiamo dai Francesi e dalla Francia ben altro aiuto e supporto rispetto a quello dimostrato da lei e dichiarato da lei.

Noi non possiamo permetterci di essere così europeisti come lo è lei, noi abbiamo 9mila chilometri di costa, e l’80 per cento dei migranti che sbarca in Italia sono tutti migranti economici. Il problema come sa è l’identificazione di queste persone che arrivano in Italia, dobbiamo identificarli, dobbiamo capire se sono migranti economici o rifugiati, e solo dopo potremo inviare al suo Paese i profughi e non i migranti economici. Ma il nostro grande problema come Paese, e l’Italia non ce la fa, è l’identificazione di queste migliaia e migliaia di migranti, solo in 48 ore negli ultimi giorni ne sono arrivati circa 12mila.

Noi ci aspettiamo dall’Unione Europea una mano proprio su questo, sulle procedure di identificazione. Queste procedure in Italia a volte durano mesi, a volte durano anni, e noi abbiamo bisogno di velocizzarle attraverso un supporto dell’intera Unione Europea, che sostenga queste procedure e ci aiuti a svolgerle nel migliore dei modi. Noi non vogliamo essere definiti eroi, vogliamo un aiuto concreto come popolo italiano perché ci sentiamo parte dell’Unione Europea, e soprattutto contribuiamo al bilancio dell’Unione Europea.

E’ ora che tutta l’Europa si faccia carico del problema migrazioni, del problema immigrazione. Non possiamo più nasconderci, non si può più fingere che l’Italia non sia il porto dell’Unione Europea, e che stia ricevendo un numero astronomico di migranti. Presidente Macron, è arrivato il momento del coraggio, è il momento di dimostrare veramente se esiste ancora un’Unione Europea, mettiamoci tutti in marcia per risolvere il problema dell’immigrazione. Mettiamoci tutti “in marcia“, come piace dire a lei.

Fonte

 

Permalink link a questo articolo: http://www.archimede5stelle.it/gli-europeisti-le-frontiere-degli-altri/

Lug 03

#ProgrammaFisco – Tutela autonoma (prima) e processo efficiente (dopo)

di Giacinto della Cananea, Professore ordinario di diritto amministrativo Università di Roma Tor Vergata, Componente del consiglio di presidenza corte dei conti

Mi è stato posto il quesito se, dovendo scegliere un terreno privilegiato di riforma, si debba intervenire sull’amministrazione tributaria, e quindi soprattutto rendere molto migliore l’esercizio dell’autotutela, oppure se si debba intervenire sul giudice, quindi sul modo con cui si assicura l’indipendenza del giudice tributario. Comincio col darvi rapidamente alcuni dati. Le cause pendenti sono un po’ meno di mezzo milione, quindi non è una giurisdizione di nicchia, è una giurisdizione molto rilevante per i cittadini.

L’arretrato è in corso di riduzione ma ci sono ancora più di 40 mila dispute davanti alla sezione tributaria della Corte di Cassazione
 e questo è un problema molto serio. Ora, vediamo le due alternative che mi sono state poste. In astratto si potrebbe dire che l’obbiettivo più importante, sempre e comunque, sia migliorare la giurisdizione e quindi, nel nostro caso, dare rilievo all’obbiettivo di professionalizzare il giudice tributario. Anche perché, diversamente dal giudice ordinario, da quello amministrativo, quindi il complesso del Consiglio di Stato e da quello contabile, cioè dalla Corte dei Conti, il giudice tributario non è ancora interamente professionalizzato. Però, ci sono tre ragioni per arrivare alla conclusione opposta e cioè che, dovendo scegliere fra i due obbiettivi che sono stati posti, sia preferibile far cadere la scelta sul miglioramento della condotta dell’amministrazione tributaria.

Il primo argomento, è un argomento generale:
 molti sono i rapporti fra cittadino contribuente e amministrazione che non arrivano in giudizio e quindi è meglio che l’amministrazione sia migliorata affinché possa gestire in modo più consapevole ed efficiente le cause.

Il secondo è un argomento specifico, molto importante:
 sono migliaia le cause in cui l’amministrazione tributaria resiste fino alla Corte di Cassazione, semplicemente perché preferisce che sia un giudice a dirle di abbandonare quella lite, e cioè che quella lite è finita. Ora, noi dobbiamo disincentivare questo tipo di condotte, che sono dilatorie, allungano cioè i tempi del processo, e che incidono molto negativamente sui contribuenti.

Il terzo e ultimo motivo è che
, per quanto vi siano dei giudici tributari non professionalizzati ancora, il loro numero è molto sceso. Oggi sono meno del 10% del totale e si concentrano nelle commissioni tributarie provinciali, non in quelle regionali, cioè di Appello. Di conseguenza, per quanto il problema del giudice non possa essere trascurato, il problema più urgente per la collettività è migliorare il funzionamento dell’amministrazione tributaria.

Fonte

 

Permalink link a questo articolo: http://www.archimede5stelle.it/programmafisco-tutela-autonoma-processo-efficiente/

Lug 03

Per la Sicilia una #RivoluzioneGentile dei cittadini

Domenica 9 luglio alle 19:30 ci vediamo al Castello a mare a Palermo, insieme a Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Luigi Di Maio e tanti parlamentari nazionali, per proclamare il risultato delle regionarie online con le quali sceglieremo questa settimana la nostra squadra e il nostro candidato presidente. Non mancate, sarà una festa di democrazia, sarà l’inizio della storia in cui racconteremo al mondo che la Sicilia è fatta di uomini e di donne, straordinariamente normali, che hanno deciso di voltare pagina, e che nessuno potrà fermarli! L’evento avrà inizio ore 19:30, fine ore 21:30. Il Castello a Mare si trova in via Filippo Patti n. 25 a Palermo, qui trovate tutte le info.

di MoVimento 5 Stelle Sicilia

Questa settimana, a partire da domani, ci saranno le “Regionarie”, la selezione attraverso il metodo online con il quale il M5S sceglie i propri candidati per le elezioni. Credo che sia un grande momento di democrazia reale, sono infatti quasi 700 i partecipanti che si sono messi a disposizione per questa sfida. Questo dato, se da un lato è meramente numerico, dall’altro è invece indice di grande cambiamento culturale. Prima erano le sezioni di partito, attraverso i loro segretari, a decidere chi candidare, e per i partiti è ancora così, purtroppo, fatto che li porta a scegliere gente senza meriti o professionalità precise, senza la minima idea di quel che li aspetta e, in alcuni casi, senza che sappiano parlare neanche in italiano. Con il M5S, un cittadino normale può proporsi e sottoporsi al voto di altri cittadini, che lo valuteranno, e statene certi che lo faranno, sulla base delle competenze, del curriculum e del modo di porsi: è quasi una selezione darwiniana, insomma.

E’ chiaro che un metodo del genere applicato al PD, a Forza Italia o ai partiti in generale genererebbe la scomparsa dei notabili che da 20, 30 o anche 40 anni siedono nei vari parlamenti e nelle istituzioni, quindi la parola d’ordine è denigrare questo metodo. Il PD ci accusa, ad esempio, che siamo solo click, dimenticandosi delle loro disastrose primarie, dove cinesi, immigrati e “donatori di 2 euro” vengono ripresi dalle telecamere di tutte le televisioni nazionali.

Ma quei click non sono frutto di un algoritmo. Dietro ogni voto online c’è un volto, una vita, una storia. Ci sono sogni, speranze, a volte anche rabbia, ci sono mogli, mamme, mariti, padri. Ci sono figli, nonni, ci sono uomini e donne, insomma. In buona sostanza non è il metodo a scegliere, ma chi sceglie lo fa attraverso quel metodo.

Il 9 luglio ci incontreremo a Palermo per proclamare la nostra squadra e il nostro candidato presidente, e non c’è orgoglio più grande nel dimostrare che il Movimento è un progetto politico serio che sa affrontare con grande civiltà e serenità le sfide che lo attendono, mentre gli altri litigano per i nomi che, probabilmente, arriveranno, come sempre, all’ultimo minuto.

Sarà l’ennesima tappa di quella “rivoluzione gentile dei cittadini”, avviata in Sicilia nel 2012, e da lì andremo avanti, cercando di raccogliere quante più persone possibili. Il primo passo è proprio questo, riportarle a votare, farle partecipare al momento democratico del voto, poi dovremo conquistare la loro fiducia con i fatti. Al bando le promesse, i cittadini vogliono i fatti e noi in questi anni abbiamo dimostrato di farli sempre seguire alle parole: avevamo detto che ci saremmo tagliati lo stipendio e lo abbiamo fatto, mettendo a frutto oltre 3 milioni di euro, che in questi anni hanno creato lavoro con il microcredito alle aziende, hanno permesso la costruzione di una strada per superare il crollo del ponte sulla Catania-Palermo e altre iniziative di rilancio della nostra terra.

Conquistare la fiducia dei cittadini non sarà facile, lo sappiamo bene, ma voglio ricordare a tutti che il voto è come un martello, voi dateci il martello e noi inchioderemo i responsabili dello sfacelo che ci circonda alle loro responsabilità, li inchioderemo ai loro sontuosi stipendi, ai loro privilegi, al lavoro che non hanno mai dato e alle strade che non hanno mai costruito né sistemato. Li inchioderemo agli ospedali che hanno chiuso e inchioderemo chiunque si metterà fra i cittadini e il loro futuro, fra i cittadini e la Sicilia.

La rivoluzione gentile dei cittadini porta con sé una grande responsabilità, che tutti insieme dobbiamo prenderci: raccontare al mondo come la Sicilia sia semplicemente la terra degli uomini e delle donne di buona volontà.

Fonte

 

Permalink link a questo articolo: http://www.archimede5stelle.it/la-sicilia-rivoluzionegentile-dei-cittadini/

Giu 21

Obbiettivo #Sicilia5Stelle: si parte con le candidature

Oggi, lunedì 19 giugno 2017, inizia ufficialmente il percorso che porterà il MoVimento 5 Stelle a presentare la sua lista e il suo candidato presidente alle elezioni per la Regione Siciliana fissate il 5 novembre. L’obbiettivo è una Sicilia 5 Stelle, la prima regione amministrata dal MoVimento. Questo percorso terminerà il 9 luglio quando, dalle 19.30 alle 21, ci vedremo tutti insieme al Castello a Mare a Palermo per proclamare l’esito della votazione del candidato presidente che terminerà lo stesso giorno alle 19. Un evento imperdibile a cui invitiamo tutti a partecipare e dopo il quale inizierà ufficialmente la nostra campagna.

Da oggi e fino a domenica 25 giugno 2017 gli iscritti al MoVimento 5 Stelle entro il 1 luglio 2016 con documento certificato residenti in Sicilia, potranno proporre la propria candidatura per le elezioni regionali siciliane compilando l’apposito form on line.

Dopo aver fatto login al MoVimento 5 Stelle (a questo link), bisogna accedere alla pagina di modifica del profilo (in alto a destra) e cliccare sul tasto “SI MI CANDIDO“.

Dentro la pagina si trovano anche tutti i testi da sottoscrivere per poter completare la procedura di accettazione della candidatura. Solo chi soddisfa tutti i requisiti indicati può portare a termine la procedura e accedere alle “Regionarie“. Chi entrerà in lista, dovrà produrre i documenti richiesti dal MoVimento 5 Stelle per ogni tornata elettorale, ossia:

1 – accettazione delle condizioni da parte di ogni candidato per la presentazione di una lista regionale;
2 – copia originale del certificato penale e copia originale del certificato dei carichi pendenti rilasciato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di riferimento;
3 – copia del documento d’identità.

Completata la fase di accettazione della candidatura online, sempre dalla pagina di modifica del profilo, si possono compilare i campi per la candidatura, inserire il curriculum vitae, una presentazione del candidato e i link alle pagine social personali. E’ possibile anche inserire il link di un video di auto-presentazione, del tempo massimo di 2 minuti, in cui illustrare ai cittadini le motivazioni che hanno spinto il candidato a impegnarsi con il MoVimento 5 Stelle per la Sicilia. Il video deve essere pubblicato su Youtube in modalità non listato, ossia visibile solo a chi ha il link.

Terminata questa fase si procederà con la votazione online.

In bocca al lupo a tutti.

Fonte

Permalink link a questo articolo: http://www.archimede5stelle.it/obbiettivo-sicilia5stelle-si-parte-le-candidature/

Post precedenti «